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    <title>2235271</title>
    <link>https://www.studio-cantamessa.com</link>
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    <item>
      <title>I parametri del 2021 per il default aziendale</title>
      <link>https://www.studio-cantamessa.com/blog/i-parametri-del-2021-per-il-fallimento-aziendale</link>
      <description>Con il 2021 arrivano le nuove regole stabilite dall’Unione Europea che le banche devono seguire per determinare lo stato di default di aziende e privati.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/dmtmpl/dms3rep/multi/blog_post_image.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Dal 1 Gennaio 2021 sono entrate in vigore le nuove regole imposte dall’Unione Europea e che la banche devono rispettare per determinare le condizioni per un default aziendale:
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ul&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
                        
            nel caso di privati deve esserci il mancato pagamento per 90 giorni di una somma minima di 100 Euro e comunque superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca.
           
                      &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
                        
            Nel caso di aziende la somma non corrisposta alla banca per almeno 90 giorni deve essere non inferiore a 500 Euro e sempre superiore all’1% del totale delle esposizioni.
           
                      &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Qualora si verificassero queste condizioni la banca provvederà a segnalare l’azienda o la persona privata come “cattivo pagatore”, bloccando l’accesso a diverse forme di credito per un determinato tempo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Alcuni cambiamenti rispetto alla normativa precedente
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           A differenza di quanto accadeva in passato i criteri per dichiarare il default di un’azienda o di un libero professionista non sono flessibili: devono necessariamente essere passati i 90 giorni di mancato pagamento. Le banche non possono quindi in nessun modo dichiarare il default prima di questo periodo di tempo, nemmeno in presenza di valutazioni e previsioni che indicano la futura inadempienza.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Per il conteggio dei 90 giorni si parte da quello successivo alla data in cui gli importi dovuti non siano stati corrisposti e abbiano superato le soglie di rilevanza previste dalla nuova normativa.
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Effetto contagio e inadempienza su una singola esposizione
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           A differenza dei precedenti regolamenti aziende e privati non potranno più sfruttare margini disponibili su altre linee di credito, anche della stessa banca, per evitare la classificazione di default. Tuttavia il default su una singola esposizione nei confronti della banca non corrisponde automaticamente al default su tutte le altre esposizioni con lo stesso istituto di credito. Le banche possono infatti decidere di bloccare una singola linea di credito delle aziende, purché l’esposizione che ha causato il default non sia superiore ad 1 milione di Euro o rappresenti una parte significativa delle esposizioni del cliente.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le norme europee presentano inoltre una novità per ridurre l’effetto contagio: per prevenire l’eventualità che la chiusura di una linea di credito possa risultare nel default di altre aziende o clienti privati le banche devono effettuare censimenti accurati delle relazioni tra clienti e delle filiere, al fine di valutare accuratamente ogni azione.
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Quanto dura lo stato di default
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Dopo il saldo dei crediti dovuti al proprio istituto di credito aziende e privati verranno sottoposti ad un periodo di osservazione della durata di tre mesi. In questo periodo, qualora l’azienda o il privato dovessero adempiere a tutti i loro oneri, la segnalazione verrebbe rimossa permettendo nuovamente l’accesso pieno e completo alle linee di credito.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Mar 2021 14:02:10 GMT</pubDate>
      <author>2018094 (CANTAMESSA DONATO)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il GDPR e la tutela dei dati e della privacy dei cittadini europei</title>
      <link>https://www.studio-cantamessa.com/blog/il-gdpr-e-la-tutela-dei-dati-e-della-privacy-dei-cittadini-europei</link>
      <description>Il Parlamento Europeo ha approvato nel 2018 il GDPR, un regolamento nato per tutelare i cittadini europei in vista degli sviluppi dell’economia digitale.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/dmtmpl/dms3rep/multi/blog_post_image.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Il GDPR, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, è entrato in vigore nel mese di maggio del 2018 dopo anni di studi e ricerche di specialisti del settore. L’obiettivo di queste leggi e norme condivise da tutta l’Europa è di tutelare i cittadini e permettere uno sviluppo dell’economia digitale senza rischi per la privacy.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          All’atto pratico questo regolamento obbliga aziende che trattano dati di cittadini europei di fornire all’utenza tutte le indicazioni su come le informazioni raccolte da applicazioni online vengono usate, richiedendo sempre l’autorizzazione e riconoscendo il diritto all’oblio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La validità extraterritoriale del GDPR
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La novità presentata dal GDPR è la copertura totale che offre ai cittadini e residenti dell’Unione Europea, indipendentemente dalla sede dell’azienda che si occuperà del trattamento dei dati privati. Anche le aziende con sede esterna all’Unione Europea vengono quindi sanzionate qualora le loro attività andranno a danneggiare gli interessi dei cittadini europei o rappresenterà una lesione dei loro diritti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le sanzioni per la violazione del GDPR
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le sanzioni alle norme previste dal GDPR sono sempre di natura economica, con un ammontare che può arrivare fino al 4% del fatturato annuale e globale dell’azienda che non ha rispettato il regolamento. La somma massima è comunque pari a 20 milioni di Euro.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Anche il mancato aggiornamento delle politiche aziendali per il trattamento delle informazioni personale è considerata una violazione dei diritti dei cittadini europei.
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Adozione di ulteriori misure di sicurezza
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Secondo il GDPR le aziende devono nominare un Responsabile della protezione dati che si occuperà esclusivamente di garantire la conformità dell’azienda alle norme europee. Questa figura non deve essere necessariamente interna all’azienda, ma deve essere riconosciuta e qualificata al fine di assicurare il rispetto di tutti gli aspetti del GDPR.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Compito del Responsabile della protezione dati sarà anche quello di informare l’azienda di eventuali cambiamenti da effettuare alle proprie politiche, richieste di autorizzazione e l’introduzione di sistemi di codifica e cifratura che permetteranno la lettura dei dati solo al personale interessato. Questo deve prevedere anche la possibilità di portabilità dei dati, per il trasferimento su server e database diversi.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il Parlamento Europeo ha infine garantito il diritto all’oblio: ogni cittadino ha infatti la possibilità di richiedere la totale cancellazione dei dati in possesso di un’azienda o impedirne il trattamento.
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/584151e8/dms3rep/multi/Dottori-.STUDIO-Milano-008.jpg.jpg" length="108236" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Mar 2021 13:52:58 GMT</pubDate>
      <author>2018094 (CANTAMESSA DONATO)</author>
      <guid>https://www.studio-cantamessa.com/blog/il-gdpr-e-la-tutela-dei-dati-e-della-privacy-dei-cittadini-europei</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le possibili soluzioni per la creazione di società</title>
      <link>https://www.studio-cantamessa.com/blog/le-possibili-soluzioni-per-la-creazione-di-societa</link>
      <description>Vuoi avviare una società ma non sai quale forma è più adatta alle tue esigenze? Ecco una rapida infarinatura sulle possibilità offerte dalla legge.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/dmtmpl/dms3rep/multi/blog_post_image.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La legislazione italiana propone diverse possibilità per tutte le persone che vogliono avviare una società, con modelli specifici e adeguati a precise esigenze. La due forme più comuni sono senza dubbio la S.R.L. (Società a Responsabilità Limitata) e la S.P.A. (Società per Azioni): entrambe lo opzioni sono tuttavia pensate per società di natura diversa, presentando obblighi e una gestione dell’amministrazione differenti.
        
                &#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Società a Responsabilità Limitata
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le S.R.L. sono la soluzione preferita per le aziende piccole e medie, soprattutto quando i soci sono familiari e conoscenti che si fidano l’uno dell’altro. Questo tipo di società è definita a “responsabilità limitata” poiché, in caso di fallimento o riscossione di crediti, tutela il patrimonio dei singoli soci rendendo liquidabile esclusivamente quello dell’azienda.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Si tratta tuttavia di un tipo di società con un capitale minimo di 10.000 €, una somma quindi molto limitata che tende a non attirare investimenti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           I costi di avvio e liquidazione sono inoltre piuttosto elevati rispetto ai modelli di società più piccole, ma le S.R.L. possono offrire vantaggi in ambito fiscale e tributario.
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Società per Azioni
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le S.P.A. sono una soluzione nata per le grandi aziende, con capitale non inferiore a 50.000 € e l’intenzione di attirare investitori con la vendita delle azioni, che andranno a determinare il valore complessivo della società in base alle loro fluttuazioni. In questo caso la direzione e l’amministrazione della società è condivisa dalla dirigenza con gli azionisti che, a seconda delle quote in possesso, possono determinare le strategie e gli obiettivi aziendali a breve e lungo termine. Molto spesso viene richiesta anche la partecipazione o le consulenze di professionisti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le società per azioni possono inoltre arrivare a essere quotate in borsa, ma hanno un costo elevato nelle spese di mantenimento e una struttura rigida che rende difficile la reazione e l’adattamento ai cambiamenti di mercato.
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Altre forme di società
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Esistono altre forme di società oltre alle S.P.A. e S.R.L.:
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
                        
            S.N.C. o Società in Nome Collettivo, che rappresenta la forma base delle società di persone e piccole attività, con costi di avvio e gestione bassi. Non è prevista tuttavia la Responsabilità Limitata.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            S.R.L.S. o Società Semplificata, una variante della S.R.L. pensata per i progetti a breve termine.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            S.A.P.A. o Società in accomandata per azioni, una forma di S.P.A. dove l'accomandatario è anche amministratore.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 30 Mar 2021 13:36:46 GMT</pubDate>
      <author>2018094 (CANTAMESSA DONATO)</author>
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